GIORGIO GALLI
GIORGIO GALLI | STORIA E MATERIA
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Storia e Materia
Giorgio Galli nasce a Roma nel 1958. Fin da giovanissimo frequenta l’ambiente artistico romano, conosce Schifano, Angeli, Festa, ma al contrario dei giovani della Scuola di Piazza del Popolo, più orientati verso una figurazione pop, riscopre i metodi artistici degli antichi.
Studia così le antiche tecniche dell’affresco e dell’encausto recuperandole alla nostra sensibilità attuale. L’Arte di Giorgio Galli si sviluppa poi con l’osservazione dei grandi maestri dell’informale italiano ed internazionale, guarda a Tàpies ma anche all’italiano Giuseppe Uncini, con uno sguardo rivolto al New Dada di Rauschenberg che con i suoi Combine Paintings recupera l’ Object Trouvèe nobilitandolo ad opera d’arte.
Recupera così oggetti di scarto come vecchie dinamo, fiori appassiti, fili di ferro arrugginiti applicandoli su tavole dal fondo monocromo composte da miscele di gesso, cenere, olio, pastelli e matite su tamburato in cui spiccano croci, frecce, graffiti, zone ricurve come anse, archetipi di un linguaggio arcaico e tribale conosciuto e registrato nei suoi molteplici viaggi nel continente africano. L’obiettivo del pittore è quello di mettere in dubbio alcune certezze e trasmettere dubbi alla popolazione perché si parli di temi importanti . Vi è nelle opere dell’artista genzanese un pathos , una tensione emozionale difficile da dimenticare perché ci si perde dentro i ricordi.
La storia è da sempre l’interesse principale di Giorgio Galli, storie di denuncia sociale, una chiamata etica al valore della rappresentazione di una realtà sofferta, una scelta di parte sia nella scelta dei temi che in quella dei colori e delle tecniche in cui dal corpo spesso e morbido della superficie emerge talvolta una luminosità di fondo, segnali di una speranza e di un rinnovamento dell’animo umano. La scelta di Galli di rinunciare a seguire un trend più facile ed accattivante, spesso più facilmente mercificabile qual è quello di un figurativo anche rivisitato, denuncia una forza interiore e una determinazione non comuni.
La pittura diventa così lo spazio di una ritualità che trae origini dalla memoria, dai personaggi conosciuti nel suo peregrinare per il mondo, tracce spesso drammatiche, segnali superstiti di un’umanità ormai estinta. Un implacabile e affascinante attraversamento di spazi, luoghi, tempi suggerito da scritte poetiche che ci invitano alla lettura,che ci indicano percorsi interpretativi. Ma di Giorgio è difficile interpretarne i lavori. L’artista rimane ed è chiuso in sé stesso con il suo dolore lasciando parlare solamente i suoi muri composti di cemento ed intrisi di storia e materia.
Francesco M. Becchetti
GIORGIO GALLI E' TRA GLI ARTISTI SELEZIONATI PER LA 54a ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D'ARTE DELLA BIENNALE DI VENEZIA | PADIGLIONE ITALIA ROMA